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La Cecità in Africa

Scarica il Report del Congresso "Malattie oculari nei paesi in via di Sviluppo"

Le patologie alla vista più frequenti in Africa che AMOA deve affrontare:


Nel mondo circa il 20% dei casi di cecità/ipovisione è dovuta a vizi rifrattivi non corretti, ovvero miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia, che causano handicap visivi anche gravi quando non “trattati” con il semplice uso di occhiali. In Africa più del 6% della popolazione è cieca o ipovedente solo perché non porta un paio di occhiali, che potrebbero essere costruiti ad un costo di 5 euro.


Cataratta

In Africa, la cataratta è responsabile di quasi il 40% dei casi di cecità. Consiste nell’opacizzazione del cristallino, che è una lente naturale situata internamente all’occhio. In condizioni normali questa lente è trasparente, ma in conseguenza di alterazioni dovute ad invecchiamento, traumi, infezioni, raggi UV, disidratazione, malnutrizone, ecc., può diventare opaca. La cataratta ostacola la penetrazione di luce nell’occhio, riducendo l’acuità visiva fino alla sola percezione della luce o alla cecità totale. La terapia della cataratta é chirurgica mediante la sua estrazione e la sostituzione del cristallino naturale con una lente artificiale. Questo intervento, che ridona la vista, costa circa 30 euro per un adulto, e 130 euro per un bambino.

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Tracoma

Le numerose iniziative di questi ultimi anni hanno ridotto la percentuale del tracoma nel mondo al 3%, ma questo non basta perché in molte zone dell’Africa questa patologia è ancora endemica. Il tracoma è una malattia infettiva cronica della congiuntiva e della cornea, causato da un mico-battere chiamato Clamydia Trachomatis. Le prime manifestazioni consistono in arrossamento e bruciori oculare, lacrimazione e gonfiore delle palpebre; quando la malattia è evoluta le ciglia si rivoltano verso l’interno (trichiasi), così da creare graffi e ferite all’occhio ad ogni battito palpebrale; questa situazione è notevolmente dolorosa e progressivamente conduce ad una opacizzazione corneale e quindi a una cecità totale. La malattia viene trasmessa da un individuo all’altro per contatto diretto o anche indiretto, quindi le condizioni igieniche precarie e l’abbondanza di mosche facilitano la diffusione dell’infezione e della malattia. Il tracoma può essere curato prima che porti alla cecità, utilizzando una pomata oftalmica a base di tetraciclina e seguendo una serie di norme igieniche. Allo stadio più avanzato solo un’operazione chirurgica può salvare da una cecità definitiva. Per questi motivi, la strategia utilizzata per combattere la cecità da tracoma viene chiamata con l’acronimo inglese SAFE, che indica le quattro azioni necessarie nella lotta contro la malattia: Surgery (Chirurgia): operazione chirurgica di correzione di trichiasi, per rivoltare nuovamente la palpebra verso l’esterno quando la malattia è già evoluta. Quest’operazione può essere effettuata anche da infermieri qualificati direttamente nei villaggi o nei dispensari di zona. Antibiotics (Antibiotici): applicazione di una pomata antibiotica quando la malattia è allo stadio iniziale, per arrestare il processo infettivo e le sue conseguenze sulla palpebra. La pomata antibiotica (tetraciclina) sufficiente ad arrestare la malattia nelle fasi iniziali costa 1 euro Facial cleanliness (Igiene del viso): educazione alla corretta igiene/pulizia del viso che può ridurre i livelli di trasmissione dell’infezione e la diffusione della malattia Environmental Improvement (Sviluppo ambientale): miglioramento delle condizioni igienico-ambientali, contributo essenziale per sconfiggere l’infezione.


Glaucoma

Il glaucoma è una tra le principali cause di cecità/ipovisione per malattie oculari dopo la cataratta: diversi studi gliene attribuiscono la responsabilità del 10 % dei casi. Il glaucoma è una malattia caratterizzata dalla progressiva distruzione delle fibre del nervo ottico, causata da una eccessiva pressione interna all’occhio, che porta a una riduzione graduale, ed irreversibile, del campo visivo, fino alla cecità totale e permanente. Nella maggior parte dei casi l’ipertensione oculare non provoca dolore per cui è necessario uno strumento o una visita. Le conseguenze più devastanti del glaucoma possono essere prevenute con la riduzione, in tempo utile, della pressione intraoculare, che a sua volta può essere ottenuta mediante l’instillazione cronica di colliri o mediante un intervento chirurgico. La terapia medica (colliri) del glaucoma costa 12 euro all’anno, mentre la chirurgica 35 euro.


Oncocercosi o Cecità Fluviale

Attualmente 0,7% E’ una malattia infettiva causata dal parassita Ochocercas Volvulus, trasmesso con la puntura della mosca Simulium nera. Questi insetti si riproducono nella savana, nelle zone pluviali e nei fiumi a scorrimento veloce, da cui il nome "cecità fluviale". Dopo circa un anno, le larve depositate nella pelle si trasformano in vermi adulti, che si riproducono a milioni e migrano attraverso il tessuto sottocutaneo fino a raggiungere gli occhi e a danneggiare irrimediabilmente la vista. Se diagnosticata in tempo, la cecità fluviale è curabile grazie all’assunzione di un farmaco a base di Ivermectina, che uccide le larve, mentre non riesce ad eliminare il verme adulto, per cui l’individuo infettato deve assumere il pillole per 20 anni (durata della vita media dei vermi), una volta all’anno, per eliminare le nuove larve prodotte dagli adulti e ridurre il rischio di diffusione dell’infezione. La società farmaceutica Merck & Co produce e regala questo farmaco (nome commerciale Mectizan®) che quindi non è in vendita. Sono sufficienti 20 centesimi per la distribuzione del farmaco ad ogni individuo che verrà così protetto per un anno.


Cecità Infantile

Nel mondo 1 milione e mezzo di bambini sono ciechi e ogni anno circa 400.000 bambini perdono la vista; più della metà di loro muoiono nell’arco di un paio di anni, in conseguenza o delle malattie che hanno portato alla cecità, o al modo in cui vengono trascurati una volta diventati ciechi (dati OMS, 2002).

Per i bambini perdere la vista equivale all’impossibilità di andare a scuola e di integrarsi nella propria comunità. In Africa la xeroftalmia, dovuta alla carenza di vitamina A, è la causa principale di cecità; altre cause importanti sono la cataratta, il tracoma, il glaucoma, l’oncocercosi, ecc. altrove descritti. Un apporto insufficiente di vitamina A secca le mucose, anche dell’occhio, ed infine porta ad un’opacizzazione corneale che causa una cecità irreversibile. Il primo strumento per sconfiggere la xeroftalmia è l’informazione. E’ necessario che le madri siano coscienti della necessità di somministrare ai propri bambini un’alimentazione corretta, integrata con frutta e verdura, e della opportunità di allattare al seno se possibile. Nei casi più gravi, in cui la carenza di vitamina A nell’organismo ha già manifestato i suoi segni evidenti, diventa indispensabile somministrare tre capsule di vitamina A per bloccare gli effetti sulla vista, il cui costo è di soli 3 Euro. In generale, per ridurre drasticamente la cecità infantile e le sue conseguenze sarebbero necessarie: Visite oculistiche presso le scuole per identificazione dei bambini che hanno necessità di cure. Formazione delle ostetriche e del personale che insegnano alle partorienti come pulire gli occhi dei neonati per evitare infezioni. Informazioni relative all’alimentazione e distribuzione di Vitamina A ai bambini che ne mostrano segni di carenza. Distribuzione di Mectizan ai bambini di età superiore a cinque anni nelle zone endemiche di oncocercosi. Per bambini affetti da cecità irreversibile, programmi atti a promuoverne l’integrazione nelle scuole.

Questa situazione ci fa ancora più riflettere se si considera che in Africa, come in tutti i paesi in via di sviluppo le cause di cecità e/o ipovisione si potrebbero eliminare o prevenire in circa il 75%.

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